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	<title>Selvaggio web &#187; trauma</title>
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		<title>Una volta trovato ciò che rende indelebile il ricordo di un evento traumatico, ecco escogitato un trucco per rimuoverlo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 18:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mikele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Medicina]]></category>
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		<description><![CDATA[Una volta trovato ciò che rende indelebile il ricordo di un evento traumatico, ecco escogitato un trucco per rimuoverlo. I brutti ricordi, che paralizzano quando riaffiorano alla mente, sono resi indelebili da una &#8220;ragnatela&#8221; molecolare attorcigliata intorno ai neuroni dell&#8217;amigdala, il centro della paura. Un enzima che &#8220;scioglie&#8221; questa ragnatela rimuove il ricordo traumatico. E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Una volta trovato ciò che rende indelebile il ricordo di un evento traumatico, ecco escogitato un trucco per rimuoverlo. I brutti ricordi, che paralizzano quando riaffiorano alla mente, sono resi indelebili da una &#8220;ragnatela&#8221; molecolare attorcigliata intorno ai neuroni dell&#8217;amigdala, il centro della paura. Un enzima che &#8220;scioglie&#8221; questa ragnatela rimuove il ricordo traumatico. E&#8217; questa, pubblicata sulla rivista <a href="http://www.sciencemag.org/" target="_blank">Science</a>, la scoperta di Nadine Gogolla della <a href="http://www.harvard.edu/" target="_blank">Harvard University di Boston</a>.</span></p>
<p>Lo studio, effettuato su topi, mostra che questa ragnatela, detta rete perineurale, si forma in età adulta, mentre nel cervello infantile è assente, cosicchè per quest&#8217;ultimo è più agevole cancellare i ricordi traumatici. In pratica &#8211; spiega in un commento su Science Tommaso Pizzorusso dell&#8217;Istituto di neuroscienze del <a href="http://www.area.pi.cnr.it/" target="_blank">Cnr di Pisa</a> &#8211; il cervello infantile è più plastico e, ancora privo di questa rete di materiale proteico, può dimenticare più facilmente un ricordo traumatico. Poi, quando la rete si forma, i ricordi di eventi negativi si fissano in modo indelebile.</p>
<p>Già in studi sulla corteccia visiva, spiega Pizzorusso, che è un esperto di plasticità cerebrale, si era dimostrato che una rete di &#8220;proteoglicani condroitin fosfato&#8221;, grosse molecole ramificate fatte di zuccheri e proteine, si forma intorno alla corteccia visiva in età adulta, diminuendone la plasticità. L&#8217;equipe di Nadine Gogolla ha dimostrato qualcosa di analogo nell&#8217;amigdala, il centro ove si annidano tutte le nostre paure più profonde. Si sapeva che nei ratti di pochi giorni di vita un trauma è facilmente cancellabile con un esercizio di rimozione chiamato &#8220;estinzione&#8221;, che consiste nel dissociare lo stimolo (per esempio un suono) dall&#8217;evento traumatico (per esempio una corrente elettrica). Se topolini piccoli vengono traumatizzati da uno shock elettrico seguente un suono, tenderanno ad associare a quel suono la corrente, e quindi a temerlo.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p>L&#8217;esercizio di estinzione del trauma funziona dunque dissociando il legame suono-corrente. Ma funziona solo nei topi di pochi giorni, ribadisce Pizzorusso, non sugli adulti, e ora Gogolla ha scoperto perchè: è la formazione della rete perineurale nel cervello adulto a impedire la rimozione, rendendo l&#8217;amigdala inaccessibile. Ma &#8220;sciogliendo&#8221; i proteoglicani condroitin fosfato con un enzima ad hoc, Gogolla ha mostrato di poter rendere nuovamente più malleabile anche il cervello adulto e quindi di poter eseguire l&#8217;esercizio di rimozione del trauma. Questo studio apre le porte a nuovi meccanismi potenzialmente applicabili su chi soffre di stress post-traumatico o fobie.</p>
<p><span>Fonte: ilmessaggero.it</span></p>
<p>[wordbay]“digitale”[/wordbay]</p>
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