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	<title>Selvaggio web &#187; governo</title>
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		<title>Il governo: Bloccare internet con un sms</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 13:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mikele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[bloccare]]></category>
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		<description><![CDATA[di Dipocheparole Romani: “Allo studio il click sicuro: se i giovani entrano in siti pericolosi, i genitori lo sapranno via messaggio sul telefonino. E la trasmissione gli verrà subito interrotta”. L’audacia e lo sprezzo del ridicolo non sembrano fare difetto a nessuno ultimamente. Il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani, intervenendo nella trasmissione domenicale L’Arena di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1159" title="PAOLO ROMANI" src="http://selvagg.it/wp-content/uploads/20090929-150x150.jpg" alt="PAOLO ROMANI" width="150" height="150" /><em>di Dipocheparole</em></p>
<p>Romani: “Allo studio il click sicuro: se i giovani entrano in siti pericolosi, i genitori lo sapranno via messaggio sul telefonino. E la trasmissione gli verrà subito interrotta”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’audacia e lo sprezzo del ridicolo non   sembrano fare difetto a nessuno ultimamente. Il viceministro  alle  Comunicazioni Paolo Romani, intervenendo nella  trasmissione domenicale  L’Arena di Massimo  Giletti, ha illustrato una serie di provvedimenti  che sarebbero  allo studio oppure in dirittura d’arrivo da parte del suo  dicastero per  “tutelare i minori” da quel mondo cattivo cattivo che  sta là fuori.</p>
<p style="text-align: justify;">PARENTAL CONTROL OBBLIGATORIO –  Riferendosi al  decreto che porta il suo nome in discussione in  Parlamento&#8230;    e che esclude la messa in onda di film vietati ai minori dalle 7  alle  23 su tutte le piattaforme, ha spiegato che “il  decreto contempla anche  l’inversione del Parental Control che, se sarà  approvato dalle Camere,  sarà già inserito in automatico e non come  adesso che lo si deve  inserire manualmente“.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo,  secondo il  viceministro, sarà possibile  tutelare maggiormente i minori:  poco conta che la limitazione  provocherà centinaia di bestemmie tra i  consumatori più smemorati,  quelli che tendono a dimenticarsi i codici di  cifre che serviranno a  sbloccare le visioni. Riguardo la limitazione, è  da segnalare che  questa sarà valida anche per molti film (vietati ai  minori di 14 anni)  ai quali viene appiccicata l’etichetta dalle commissioni  ministeriali  in base a qualche scena di nudo, ma che sono dei  capolavori assoluti  oppure sono apprezzatissimi dai giovanissimi: chissà  come le  prenderanno quelle piattaforme di servizi che puntano sul  cinema  d’autore e potranno  programmarlo soltanto a tarda sera.</p>
<p style="text-align: center;"><code></code></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>INTERNET BLOCCATA VIA SMS</strong> &#8211; Ma il non plus ultra del  ridicolo Romani lo raggiunge poco dopo,  quando  annuncia Il cosiddetto “click sicuro” per evitare di   frequentare “siti pericolosi” per i giovani su Internet: “Sono allo   studio – ha spiegato Romani &#8211; altri strumenti  per la tutela dei giovani  su Internet, ad esempio il ‘Click sicurò, che  si potrà scaricare a  breve dal sito del Ministero, per il quale se i  ragazzi che viaggiano  su Internet entrano in siti pericolosi – e c’è una  lista lunghissima –  verrà inviato un Sms ai genitori e la trasmissione  gli verrà  immediatamente interrotta“.</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa di conoscere quali  siti  rientreranno all’interno della lista corposissima approntata dai <strong>Torquemada   del Dipartimento delle comunicazioni</strong>, è  divertentissimo  immaginare i cellulari dei genitori italiani pronti a  crepitare  dall’arrivo di centinaia di sms mentre sono al lavoro perché  il pupo a  casa magari ha appena deciso di rilassarsi un po’ dopo ore di  studio  matto e disperatissimo con la visione di qualche video su Youporn.  Una  scena che in <strong>Cina </strong>non si perderebbero per nulla al   mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/49823/governo-pensa-bloccare-linternet/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Giornalettismoilcannocchialeit+%28www.giornalettismo.com%29" target="_blank"><em>giornalettismo</em></a></p>
<p style="text-align: justify;">[wordbay]“scheda”[/wordbay]</p>
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		<title>Quei veleni top secret</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 20:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mikele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[top secret]]></category>
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		<description><![CDATA[Il governo cerca di nascondere la verità sull&#8217;inchiesta. L&#8217;accusa della parlamentare Pdl dell&#8217;Antimafia. Angela Napoli, membro Pdl della commissione parlamentare Antimafia, lo dice apertamente:&#8221;Il governo sta cercando di nascondere la verità sulle navi dei veleni, e su quella di Cetraro in particolare. Si vogliono coprire segreti di Stato, e la strada scelta è quella del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-900" title="jpg_2114401" src="http://selvagg.it/wp-content/uploads/jpg_2114401.jpg" alt="jpg_2114401" width="254" height="124" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il governo cerca di nascondere  la verità sull&#8217;inchiesta. L&#8217;accusa della parlamentare Pdl  dell&#8217;Antimafia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Angela Napoli, membro Pdl della  commissione parlamentare Antimafia, lo dice apertamente:&#8221;Il governo sta  cercando di nascondere la verità sulle navi dei veleni, e su quella di  Cetraro in particolare. Si vogliono coprire segreti di Stato, e la  strada scelta è quella del silenzio. O peggio ancora, di dichiarazioni  che non stanno in piedi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Parole che arrivano dopo giornate  intense. La settimana scorsa Pippo Arena, il pilota del congegno  sottomarino che il 12 settembre aveva filmato la nave sui fondali  calabresi, ha dichiarato a &#8220;L&#8217;espresso&#8221; che &#8220;due stive erano  completamente piene&#8221;. Poi è stato il turno del ministero dell&#8217;Ambiente,  che ha pubblicato on line le immagini girate a fine ottobre su quello  che ha presentato come il piroscafo Catania. Infine è spuntata, tra  politici e ambientalisti, l&#8217;ipotesi che nel mare di Cetraro ci siano non  uno, ma più relitti. &#8220;Il che potrebbe giustificare&#8230;    la fretta di voltare pagina del ministro dell&#8217;Ambiente&#8221;, dice  l&#8217;onorevole Napoli.</p>
<p><strong>Un&#8217;accusa pesante, la sua: su cosa  si basa?</strong><br />
&#8220;Penso, per esempio, a cosa è successo il 27  ottobre quando è stato ascoltato dalla commissione Antimafia il  procuratore nazionale Piero Grasso. Appena gli ho posto domande vere,  scomode, il presidente della commissione Beppe Pisanu ha secretato la  seduta&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p><strong>Si può sapere, nei limiti del lecito, quali  argomenti toccavano le sue domande?</strong><br />
&#8220;Chiedevo chiarezza  sul ruolo dei servizi segreti in questa vicenda. Domandavo come potesse  il pentito Francesco Fonti, che non è della zona, indicare il punto dove  si autoaccusa di avere affondato una nave, e farlo effettivamente  coincidere con il ritrovamento di un relitto. Volevo che superassimo le  ipocrisie, insomma. Anche riguardo al memoriale del pentito, che è stato  custodito per quattro anni, dal 2005, nei cassetti della Direzione  nazionale antimafia senza che nessuno facesse verifiche&#8221;.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Il ministero dell&#8217;Ambiente ha  pubblicato sul suo sito le riprese della nave affondata a Cetraro. Non  basta?</strong><br />
«Può bastare un filmino in bassa risoluzione che,  quando clicchi, si apre su YouTube? Non scherziamo. E aggiungo: poniamo  anche che le stive risultino vuote. Dov&#8217;è finito il carico visto dal  pilota il 12 settembre?».</p>
<p><strong>Un dato è certo: alle 12,56  del 27 ottobre, il ministro Prestigiacomo ha detto che il robot aveva  già svolto «le misurazioni e i rilievi fotografici del relitto». Ed è  stata smentita due volte: alle 13,12 dello stesso giorno dalla società  Geolab che svolgeva il lavoro («Abbiamo fatto solo rilievi acustici»);  poi in diretta a Sky da Federico Crescenti, responsabile del Reparto  ambientale marino delle capitanerie di porto, il quale ha spiegato che  le operazioni in acqua del robot sono iniziate la sera del 27.</strong><br />
«Dico di più. Sempre il 27 ottobre, la direzione marittima di Reggio  Calabria ha trasmesso alla commissione Antimafia una mappa con i punti  di affondamento di 44 navi lungo le coste italiane. Guarda caso, in  Calabria ci sono nove croci senza nome&#8230;».<strong> </strong></p>
<p><strong>Rilancerà  questo elemento in commissione Antimafia?</strong><br />
«Certo. Ma è  difficile che un governo smascheri ciò che un altro governo ha  occultato. C&#8217;è l&#8217;interesse bipartisan ad andare oltre, a dimenticare che  il pentito Fonti parla di legami con ex democristiani e socialisti  ancora attivi. Ricordiamo che il sottosegretario agli Esteri, in questo  governo, fa di nome Stefania e di cognome Craxi».</p>
<p><strong>Quindi?</strong><br />
«Basta con i segreti. Il governo vuole chiudere il caso Cetraro? Renda  pubbliche le immagini satellitari dei traffici avvenuti nei mari  italiani tra gli anni Ottanta e Novanta. La verità c&#8217;è già: basta avere  voglia di vederla».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2114385" target="_blank"><em>Riccardo Bocca</em></a></p>
<p style="text-align: justify;">[wordbay]“unghie”[/wordbay]</p>
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		<title>Italia, permesso del governo per mettere un video su Youtube? Ma stiamo scherzando?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 16:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mikele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caso mai servisse qualche altro esempio di quanto i governanti italiani vivano su un altro pianeta e siano capre totali in fatto di Internet, sentite questa. Lo schema del decreto legislativo che dovrebbe attuare in Italia la direttiva UE 2007/65/CE che regolamenta i servizi audiovisivi contiene una bestialità che equipara il privato che mette un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-832" title="Censorship-For-Dummies" src="http://selvagg.it/wp-content/uploads/Censorship-For-Dummies.jpg" alt="Censorship-For-Dummies" width="158" height="200" />Caso mai servisse qualche altro esempio di quanto i governanti italiani vivano su un altro pianeta e siano capre totali in fatto di Internet, sentite questa. Lo schema del <a href="http://documenti.camera.it/Leg16/Dossier/Testi/TR0163.htm">decreto legislativo</a> che dovrebbe attuare in Italia la direttiva UE <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:332:0027:0045:IT:PDF">2007/65/CE</a> che regolamenta i servizi audiovisivi contiene una bestialità che equipara il privato che mette un proprio video su Youtube o Vimeo a un&#8217;emittente televisiva, con tutti gli obblighi giuridici che questo comporta.</p>
<p>Se lo schema venisse approvato com&#8217;è ora, non si posterebbero video senza licenza, insomma.</p>
<p>Complimenti all&#8217;estensore dello schema di decreto, che ha incaprettato la direttiva UE e l&#8217;ha sottoposta ad atti contro natura (non c&#8217;è nessuna misura restrittiva nella direttiva), ma complimenti anche ai caproni dell&#8217;opposizione, che invece di fare nome e cognome dell&#8217;estensore e indicarlo agli italiani ridendo, si sono lanciati nella solita tesi di complotto: è una sordida manovra di Berlusconi per controllare i media e censurare la libertà d&#8217;espressione, e bla bla bla.</p>
<p>Troppo difficile pensare che chi scrive certe proposte di legge in Italia non sia al servizio della Spectre, ma semplicemente un imbecille?</p>
<p>Ovviamente la figuraccia internazionale è garantita: della faccenda si parla già su <a href="http://yro.slashdot.org/story/10/01/16/2140218/Italy-Floats-Official-Permission-Requirement-for-Web-Video-Uploads?from=rss&amp;utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Slashdot%2Fslashdot+%28Slashdot%29">Slashdot</a>, <a href="http://www.boingboing.net/2010/01/16/italy-proposes-manda.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+boingboing%2FiBag+%28Boing+Boing%29">BoingBoing</a>, citando come fonte il sito statunitense <a href="http://www.thestandard.com/news/2010/01/15/proposed-web-video-restrictions-cause-outrage-italy?page=0%2C0">The Industry Standard</a>. Per fortuna su Punto Informatico c&#8217;è un bell&#8217;<a href="http://punto-informatico.it/2786742/PI/Commenti/una-legge-trasformare-rete-una-grande-tv.aspx">articolo di Guido Scorza</a> che mette in chiaro il fatto che la direttiva UE non include alcun obbligo di licenza per postare video in Rete e che quindi i politici italiani non possono intonare la litania <em>&#8220;è l&#8217;UE che ce lo impone&#8221;</em>. Scorza chiarisce anche che si tratta di uno <em>schema</em> di legge, che come tale è soggetto a modifiche prima dell&#8217;approvazione. Quindi niente panico, ma teniamo d&#8217;occhio l&#8217;iter di questa legge.</p>
<p>Io ho solo una curiosità: vorrei sapere il nome (o i nomi) di chi ha scritto quello schema. Giusto per indirizzare correttamente un&#8217;educata, compita, rispettosa pernacchia.</p>
<p><span style="font-style: italic;">(C)  by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net)</span></p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p style="text-align: center;">[wordbay]“usb”[/wordbay]</p>
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		<title>Una sola certezza per il governo: si parlerà di chiusura dei siti web che istigano alla violenza</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 23:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mikele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle ore immediatamente successive all&#8217;aggressione subita a Milano dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è alzato un vento di reazioni, tra brezze a sospingere il gesto di Massimo Tartaglia e correnti d&#8217;aria a soffiare solidarietà al premier colpito al volto. Un vento che si è alzato con particolare vigore su Facebook, fino a raccogliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ore immediatamente successive all&#8217;aggressione subita a Milano dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è alzato un vento di reazioni, tra brezze a sospingere il gesto di Massimo Tartaglia e correnti d&#8217;aria a soffiare solidarietà al premier colpito al volto. Un vento che si è alzato con particolare vigore su Facebook, fino a raccogliere sulla strada decine di migliaia di utenti, fino a portarli direttamente sulla ribalta delle cronache nazionali.</p>
<p>Roberto Maroni, ministro dell&#8217;Interno, ha proprio per questo annunciato un dibattimento speciale che dovrebbe tenersi nel Consiglio dei ministri il prossimo 17 dicembre. &#8220;Se sarà il caso &#8211; <a href="http://it.reuters.com/article/internetNews/idITMIE5BD0I920091214" target="_blank">ha spiegato</a> Maroni &#8211; sarà esaminata l&#8217;eventuale approvazione di norme più incisive contro l&#8217;apologia di reato e l&#8217;istigazione alla violenza attraverso Internet&#8221;. Il ministro dell&#8217;Interno ha in pratica illustrato la possibilità di <strong>oscurare quei siti web che si rendano protagonisti di incitamento alla violenza</strong>. Come i gruppi su Facebook a favore di Massimo Tartaglia, spuntati come funghi nelle ore successive all&#8217;aggressione.</p>
<p>Maroni ha dichiarato di aver commissionato un monitoraggio della Rete alla polizia postale, aggiungendo di aver scoperto 300 gruppi su Facebook inneggianti al gesto di Tartaglia. Il ministro <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2009/12/14/1104499-maroni_oscurare_siti_tartaglia.shtml?refresh_ce" target="_blank">ha parlato</a> di messaggi molto espliciti (e violenti) come <em>Grazie, Massimo Tartaglia</em> e <em>A Natale si può fare di più</em>, quest&#8217;ultimo apparso tra i commenti ad un filmato caricato su YouTube. Maroni ha puntato il dito anche contro <em>Indymedia</em>, centro di informazione indipendente sulla Rete, concludendo con la promessa di un robusto impegno da parte del governo per porre fine ad un vero e proprio scempio.</p>
<p>È vero che su Facebook sono apparsi anche altri gruppi di fazione opposta, da quelli che auspicano il carcere più duro a Tartaglia e quelli che gli augurano sorti ancora più spiacevoli. Pare che il più numeroso sia comunque quello a sostegno di Silvio Berlusconi contro i fan di Tartaglia, che avrebbe ottenuto in poche ore quasi 400mila adesioni. Si è trattato di un falso, visto che <a href="http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_14/facebook_twitter_berlusconi_reazioni_7d0aee10-e8a1-11de-b930-00144f02aabc.shtml" target="_blank">varie fonti</a> hanno portato poi le prove per evidenziare un particolare dettaglio: il gruppo parlava d&#8217;altro, ha soltanto cambiato nome.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p>Si è espresso in maniera risoluta anche Andrea Ronchi, ministro per le Politiche Europee, che ha definito moralmente inaccettabili le dichiarazioni emerse su social network come Facebook. Ronchi ha poi concluso che premerà affinché Maroni proceda con l&#8217;oscuramento dei siti incriminati. In questo caso, <strong>l&#8217;apologia di reato e l&#8217;istigazione alla violenza</strong> verrebbero inseriti tra i motivi principali per isolare Facebook dalla rete.</p>
<p>A parere di Luca Nicotra (Segretario dell&#8217;Associazione radicale Agorà Digitale) e Marco Cappato (Presidente, Membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani) spetterebbe invece alla magistratura dirimere la questione: Nicotra e Cappato ricordano in un comunicato che &#8220;Internet non è il far west. Anche sul web esistono delle leggi, e se verrà accertato che qualcuno ha commesso un reato, inneggiando contro Berlusconi o in qualsiasi altro modo, è giusto che sia perseguito. Dai tribunali&#8221;.</p>
<p>Dall&#8217;opposizione sono giunte inoltre le dichiarazioni di Massimo Calearo, esponente del neonato partito Alleanza per l&#8217;Italia, che ha condannato Tartaglia e i suoi quasi 50mila fan sul social network in blu. &#8220;Questa è gente che va curata, sono dei pazzi. Chi di competenza provveda a far oscurare la pagina di Facebook occupata dai fan-Tartaglia&#8221;. Non si specifica però chi si dovrebbe incaricare di rendere inaccessibile il social network, né come si possa isolarne dalla rete una sola porzione, se non attraverso le ordinare procedure di segnalazione delle violazioni gestite dalla stessa piattaforma.</p>
<p>Altrettanto dura la deputata del PdL Gabriella Carlucci, che ha parlato di Facebook come di uno strumento di diffusione di odio e veleni. Per la parlamentare, sarebbe arrivato il momento giusto per <a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=carlucci+anonimato&amp;t=4" target="_blank">sopprimere l&#8217;anonimato</a> in Rete.</p>
<p><em>Mauro Vecchio </em></p>
<p>[wordbay]“art”[/wordbay]</p>
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