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	<title>Selvaggio web &#187; Scienza Tecnologia</title>
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		<title>Il sistema delle rotte aeree</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 11:57:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le rotte aeree sono segnalate a distanze rego­lari (ogni 180 km circa), da radiofari omnidire­zionali chiamati VOR (Very High Frequency Omni-Range). Questi segnali di rotta consen­tono al pilota di seguire un asse, detto radiale, e, per mezzo del DME (Distance Measuring Equipment), di conoscere la distanza bell&#8217;ae­reo dalla stazione. Le rotte hanno una larghez­za di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le rotte aeree sono segnalate a distanze rego­lari (ogni 180 km circa), da radiofari omnidire­zionali chiamati VOR (Very High Frequency Omni-Range). Questi segnali di rotta consen­tono al pilota di seguire un asse, detto radiale, e, per mezzo del DME (Distance Measuring Equipment), di conoscere la distanza bell&#8217;ae­reo dalla stazione. Le rotte hanno una larghez­za di 18 km e sugli assi più frequentati si sono stabiliti due tracciati a senso unico (per esem­pio sulla rotta Parigi-Londra).</p>
<p>I grandi croce­via corrispondono a regioni di controllo termi­nale (generalmente collegate agli aeroporti). Ai radiofari si sono aggiunti un sistema di co­municazione radiotelefonico e dei radar. I con­trollori a terra sorvegliano la circolazione e intervengono quando un pilota è in difficoltà.</p>
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		<title>Le strade del cielo</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 11:56:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;organizzazione dello spazio aereo è comin­ciata attorno al 1930. Il sistema europeo di guida impiegava i radiogoniometri e la radiote­legrafia, mentre un operatore a terra assicura­va la navigazione dell&#8217;aereo. Negli Stati Uniti, radiogoniometri permettevano al pilota di diri­gere da solo l&#8217;aereo, mentre le comunicazioni con i controllori avvenivano per radiotelefono. Non esisteva coordinazione tra queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;organizzazione dello spazio aereo è comin­ciata attorno al 1930. Il sistema europeo di guida impiegava i radiogoniometri e la radiote­legrafia, mentre un operatore a terra assicura­va la navigazione dell&#8217;aereo. Negli Stati Uniti, radiogoniometri permettevano al pilota di diri­gere da solo l&#8217;aereo, mentre le comunicazioni con i controllori avvenivano per radiotelefono. Non esisteva coordinazione tra queste due for­mule, ma i voli transatlantici erano poco nume­rosi.</p>
<p>Nel 1944, fu creata l&#8217;OACI (Organizza­zione dell&#8217;aviazione civile internazionale), or­gano tecnico consultivo per emettere pareri sulla navigazione aerea; sorta da una conven­zione stipulata a Chicago, l&#8217;organizzazione ha sede a Montreal. Nel 1948 vi ha aderito anche l&#8217;Italia. Oggi, i 147 paesi aderenti hanno adot­tato regole di circolazione unificate.</p>
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		<title>Come si prepara un aereo?</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 11:53:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Contemporaneamente alla costruzione dell&#8217;in­telaiatura sulla quale verrà creato il prototipo del nuovo aereo, si elabora un altro aereo in tutto simile, ma incapace di decollare. Si tratta difatti di un modello a grandezza naturale fab­bricato in legno e in lamiere non lavorate. La sua costruzione fornisce anzitutto un&#8217;esperien­za diretta alle diverse categorie di operai che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Contemporaneamente alla costruzione dell&#8217;in­telaiatura sulla quale verrà creato il prototipo del nuovo aereo, si elabora un altro aereo in tutto simile, ma incapace di decollare. Si tratta difatti di un modello a grandezza naturale fab­bricato in legno e in lamiere non lavorate. La sua costruzione fornisce anzitutto un&#8217;esperien­za diretta alle diverse categorie di operai che partecipano alla costruzione: tracciatori, mec­canici, aggiustatori, fabbri e altri operai specia­lizzati. Questa esperienza permette di ritocca­re eventualmente i progetti di forma del vero prototipo. Infine, grazie a questo modello i studia la sistemazione interna dell&#8217;aereo, dalla stive alla cabina e al posto di pilotaggio.</p>
<p>I quadri di bordo sono raffigurati il più precisamente possibile, e tutti gli strumenti sono rappresentati da fotografie, ciò che aiuta i piloti verificare la loro leggibilità al primo colpo d&#8217;occhio e la perfetta accessibilità ai comandi. Si concepisce ancor meglio l&#8217;enorme utilità di questo modello per un grande aereo da trasporto come il Boeing 747: le piattaforme della fusoliera portano non solo scivoli per accogliere contenitori di merci, ma anche sedili per accogliere i passeggeri.</p>
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		<title>Qual è la principale difficoltà nella costruzione degli aerei?</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 11:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mikele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il peso rimane da sempre l&#8217;ossessione degli uffici studi dell&#8217;aeronautica. Il calcolo delle strutture di un nuovo aereo è un compromesso permanente tra la massima resistenza e il peso più leggero possibile. È evidente che a parità di potenza dei propulsori e di caratteristiche ae­rodinamiche, l&#8217;aereo di linea con le maggiori prestazioni sarà quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il peso rimane da sempre l&#8217;ossessione degli uffici studi dell&#8217;aeronautica. Il calcolo delle strutture di un nuovo aereo è un compromesso permanente tra la massima resistenza e il peso più leggero possibile. È evidente che a parità di potenza dei propulsori e di caratteristiche ae­rodinamiche, l&#8217;aereo di linea con le maggiori prestazioni sarà quello che peserà di meno e che si rivelerà quindi più redditizio. Per un aereo bireattore a medio raggio, per esempio, un&#8217;eccedenza di 500 kg su un peso totale al decollo che supera le 311 può eliminare 6 posti passeggeri e diminuire il grado di competitività dell&#8217;apparecchio di fronte ai suoi concorrenti.</p>
<p>Perciò, durante la fabbricazione del prototipo, anche il pezzo più piccolo viene minuziosa­mente pesato e il suo peso paragonato al preventivo originario stabilito dall&#8217;ufficio studi. In seguito, ciascuno dei blocchi componenti sarà sottoposto a precise operazioni di peso (tron­chi della fusoliera, parti delle ali&#8230;).</p>
<p>La pesatu­ra finale dell&#8217;aereo montato ha lo scopo di verificare che non vi siano né dimenticanze né eccedenze, e che la centratura dell&#8217;apparec­chio sia corretta.</p>
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		<title>Come nasce un aereo</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 11:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mikele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il processo di fabbricazione di un nuovo aereo ha inizio con la definizione del suo impiego futuro. Questa ne determina la capacità di trasporto, la velocità, il raggio d&#8217;azione. In funzione di questi dati e delle imposizioni finanziarie, l&#8217;ufficio studi stabilisce le caratteristiche aerodinamiche dell&#8217;apparecchio, la potenza e il numero dei suoi reattori, la sezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il processo di fabbricazione di un nuovo aereo ha inizio con la definizione del suo impiego futuro. Questa ne determina la capacità di trasporto, la velocità, il raggio d&#8217;azione. In funzione di questi dati e delle imposizioni finanziarie, l&#8217;ufficio studi stabilisce le caratteristiche aerodinamiche dell&#8217;apparecchio, la potenza e il numero dei suoi reattori, la sezione e la lunghezza della fusoliera. Modelli studiati nella galleria del vento consentono poi di valutare il comportamento dell&#8217;aereo e di apportare le modifiche necessarie.</p>
<p>Vengono quindi costruiti alcuni prototipi, uno dei quali servirà ad effettuare prove a terra, dopo che i diversi elementi costitutivi saranno stati sottoposti separatamente a collaudi.</p>
<p>La squadra addetta ai collaudi in volo, piloti e ingegneri collaudatori, sottoporrà alla fine il n° 01 a un severo programma che metterà in evidenza le sue ultime imperfezioni. Successivamente, il centro collaudi in volo rilascerà all&#8217;aereo il certificato di navigabilità.</p>
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		<title>L&#039;Antartide</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 22:07:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo continente di 14 milioni di km2 è ricoperto quasi interamente da un inlandsis: solo il 2% della sua superficie non è costituito di ghiaccio. L&#8217;inlandsis è formato di neve in superficie che si trasforma in ghiaccio in pro­fondità. La sua altitudine è in media di 2.000 m, ma essa può raggiungere talvolta i 4.000 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo continente di 14 milioni di km<sup>2</sup> è ricoperto quasi interamente da un inlandsis: solo il 2% della sua superficie non è costituito di ghiaccio. L&#8217;inlandsis è formato di neve in superficie che si trasforma in ghiaccio in pro­fondità. La sua altitudine è in media di 2.000 m, ma essa può raggiungere talvolta i 4.000 m. Solo una fascia costiera di profondità compresa tra i 10 e i 100 km presenta fenome­ni di fusione del ghiaccio. Alcuni flussi di ghiaccio, giungendo al mare, formano delle piattaforme (o shelfs) galleggianti lungo la costa.</p>
<p>Alcune di queste formazioni sono gi­gantesche, come la barriera di Ross, la cui superficie è equivalente a quella dell&#8217;intera Francia, e il cui spessore dal fronte marino è vicino ai 400 m. È soprattutto da queste piattaforme di ghiaccio che si staccano gli iceberg. Non si sa praticamente niente delle condizioni di temperatura alla base dell&#8217; inlan­dsis. È tuttavia certo che a causa del calore sprigionato dallo sfregamento sul suolo e di quello proveniente dal manto terrestre, la temperatura deve elevarsi nella misura in cui si sprofonda nella massa di ghiaccio. Se essa è di 0°C alla base del giaccialo, questo giace allora su uno strato d&#8217;acqua.</p>
<p>È dunque la sede di fenomeni di fusione e di nuovo gelo che accelerano il suo scorrimento. La velocità di scorrimento dell&#8217; inlandsis è molto debole: da 30 a 500 m all&#8217;anno al massimo, calcolato alla sua periferia.</p>
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		<title>La formazione delle calotte glaciali</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 22:05:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La neve si trasforma in ghiaccio quando la temperatura scende al di sotto di zero gradi e, sotto l&#8217;effetto della pressione, l&#8217;aria che sepa­rava i cristalli viene eliminata. Questa trasfor­mazione è molto lenta, richiedendo parecchie centinaia d&#8217;anni. Il peso medio di 1 m3 di ghiaccio è di 850-950 kg. Le calotte glaciali crescono a partire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La neve si trasforma in ghiaccio quando la temperatura scende al di sotto di zero gradi e, sotto l&#8217;effetto della pressione, l&#8217;aria che sepa­rava i cristalli viene eliminata. Questa trasfor­mazione è molto lenta, richiedendo parecchie centinaia d&#8217;anni. Il peso medio di 1 m<sup>3</sup> di ghiaccio è di 850-950 kg. Le calotte glaciali crescono a partire da una glaciazione degli altopiani, o da ostruzioni formate da cerchie di montagne alpine nel caso dello sviluppo eccessivo di un ghiacciaio di fondo valle. Questa crescita può proseguire sino a che la calotta raggiunga le dimensioni d&#8217;un conti­nente: allora si ha un inlandsis.</p>
<p>Un tale fenomeno si è verificato nell&#8217;Europa del Nord e nell&#8217;America del Nord durante il quaterna­rio. Gli inlandsis sono spessi da 2.000 a 3.000 m al centro e si assottigliano ai bordi; la loro temperatura superficiale è attorno ai -35°C in media, e l&#8217;insieme del ghiaccio si trova al di sotto della sua temperatura di fusione, anche in profondità, là dove la pressione è forte. Si tratta cioè di «ghiacciai freddi», per i quali i fenomeni di disgelo e di rigelo svolgono un ruolo poco importante. I movimenti degli inlandsis sono assai lenti. Tuttavia, si forma­no nel loro seno correnti di ghiacci più o meno simili ai ghiacciai alpini; queste lingue di ghiaccio vengono a «prolificare a mare», dove da esse si distaccano degli iceberg. Gli inlandsis, come i ghiacciai alpini, possiedono una zona d&#8217;alimentazione e una d&#8217;ablazione.</p>
<p>L&#8217;alimentazione avviene attraverso le precipi­tazioni nevose (200 mm d&#8217;acqua in Groenlan­dia), e l&#8217;ablazione è causata dai raggi solari, dalla temperatura dell&#8217;aria qualche volta su­periore allo zero, dal vento, e dalla prolifica­zione degli iceberg (l&#8217;Antartide perde così 260 km<sup>3</sup> di ghiaccio all&#8217;anno). Il bilancio comples­sivo degli inlandsis sembra positivo nell&#8217;An­tartide (circa 100 mm d&#8217;acqua all&#8217;anno), così come nel nord della Groenlandia, dove l&#8217;ali­mentazione prevale sull&#8217;ablazione.</p>
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		<title>Qual è la densità dell&#039;acqua di mare?</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 22:00:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La densità dell&#8217;acqua di mare dipende dalla salinità e dalla temperatura. L&#8217;acqua salata raggiunge una densità massima a -2°C; le acque fredde sono dunque più pesanti, e tendono a sprofondare sotto le acque calde, che possono raggiungere 27 °C in superficie vicino all&#8217;Equatore e perfino 35,6°C nel Golfo Persico. L&#8217;acqua marina comincia a gelare attorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La densità dell&#8217;acqua di mare dipende dalla salinità e dalla temperatura. L&#8217;acqua salata raggiunge una densità massima a -2°C; le acque fredde sono dunque più pesanti, e tendono a sprofondare sotto le acque calde, che possono raggiungere 27 °C in superficie vicino all&#8217;Equatore e perfino 35,6°C nel Golfo Persico. L&#8217;acqua marina comincia a gelare attorno a -3°C nelle regioni polari.</p>
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		<title>Qual è il mare più salato?</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 21:59:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il record di salinità è detenuto dal Mar Morto, con 275 g/l; il suo nome è ben giustificato, infatti nessun pesce può vivervi.</p>
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		<title>Qual è il contenuto dell&#039;acqua di mare?</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 21:57:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;acqua di mare è una sostanza complessa nella quale si trovano numerosissimi sali mine­rali disciolti, il principale dei quali è il cloruro di sodio (NaCl). La salinità dell&#8217;acqua di mare corrisponde al contenuto totale di sali sciolti. Essa è in media di 35 g per litro. Tuttavia risulta più debole (da 30 a 33 g/1) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;acqua di mare è una sostanza complessa nella quale si trovano numerosissimi sali mine­rali disciolti, il principale dei quali è il cloruro di sodio (NaCl). La salinità dell&#8217;acqua di mare corrisponde al contenuto totale di sali sciolti. Essa è in media di 35 g per litro. Tuttavia risulta più debole (da 30 a 33 g/1) nei mari polari e nei mari che ricevono acqua dolce da numerosi corsi d&#8217;acqua (il Baltico ha una salinità di 20 g/1), e più forte nei mari sottomessi a un&#8217;intensa evaporazione nelle re­gioni calde e tropicali (44 g/1 nel Mar Rosso).</p>
<p>I gas dell&#8217;atmosfera si ritrovano sciolti nell&#8217;ac­qua di mare, in particolare l&#8217;ossigeno, indi­spensabile alla fauna e alla flora sottomarine. Il contenuto in ossigeno delle acque superficiali è superiore nelle acque fredde (8 ml/1 nell&#8217;Ocea­no Antartico) piuttosto che in quelle calde (4,5 ml/1 nelle acque tropicali ed equatoriali).</p>
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