Scritto da Maurizio Pesce
27 gennaio 2013, ore 21:00. Dopo cena, e una giornata di lavoro, finalmente un po’ di tempo da passare online per vedere cosa c’è di nuovo in giro. Guardo il monitor sulla scrivania, poi il televisore che domina il divano, mi butto sul tappeto e avvio il browser del cellulare.
Uno scenario verosimile, secondo gli analisti di Gartner, che stimano imminente il sorpasso nella navigazione in internet degli smartphone ai danni dei computer. Tre anni, tanto ci vorrà perché i numeri invertano le posizioni: a quella data, infatti, si prevedono 1,78 miliardi di PC in circolazione, contro 1,82 miliardi di smartphone e telefoni di terza generazione dotati di browser.
Un cambio epocale di prospettiva che impone di ripensare forme e contenuti. Come saranno i siti di domani? Secondo la società di ricerca, chi accede a internet dal telefono si attende di trovare siti formattati per una navigazione più agile, con un numero di clic inferiore rispetto all’accesso da pc. E benché già oggi numerosi siti e applicazioni vengono adattati anche al form factor ridotto degli schermi dei cellulari, troppi altri si dovranno adeguare al più presto, per essere veramente accessibili anche in mobilità.
A tirare questa crescita concorrono il boom degli smartphone e quello, parallelo, degli Application Store, che continuano a ottenere grande successo di pubblico. Gartner stima che già entro l’anno si raddoppieranno i 2 miliardi di download di servizi del 2009, arrivando a quota 4,5 miliardi. +125% in un solo anno. E se anche si stima che l’82% degli acquisti riguarderà applicazioni gratuite, il fatturato passerà comunque da 4,2 miliardi di dollari a 6. La previsione per il 2013 vede un aumento esponenziale dei download, che supereranno i 21 miliardi (87% gratuiti, parte dei quali sponsorizzati), e una significativa crescita della spesa degli utenti, pari a 29,5 miliardi.
Secondo l’Istutito, infine, entro quattro anni i contenuti contestualizzati saranno un fattore determinante per lo sviluppo del mobile internet, proprio come lo sono oggi i motori di ricerca per il web stesso: nel 2014 i servizi saranno perlopiù di tipo push (mentre oggi sono spesso pull) e si potrà avere una estrema personalizzazione delle informazioni e delle applicazioni fruibili dagli smartphone, grazie all’analisi del contesto, ovvero dei luoghi frequentati, della relazioni sociali e della presenza on line.
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