E’ notizia di ieri: l’influenza A è mutata, è stato riscontrato da diversi Paesi. Ma – prosegue il comunicato – la mutazione non è molto contagiosa e il vaccino e gli antivirali funzionano bene. Chiuso il comunicato.
Allora adesso bisogna fare una bella cosa, se il comunicato è vero: prendiamo tutti i libri di microbiologia, tutti gli studi fatti negli ultimi secoli in materia, tutti i vaccini finora creati per le varie malattie e li buttiamo tutti nella spazzatura. Perchè questa notizia, così come è stata data è in contrasto con i fondamenti della materia. Vediamo perchè.
Per fare un vaccino, si fa una cosa molto semplice: si raccoglie un elevato quantitativo dei virus o dei batteri che creano questa malattia, si inabilitano (cioè li si indebolisce, in modo che non possano fare molto danno) e poi li si fa riprodurre. Questi virus indeboliti costituiscono il vaccino. Perchè una volta iniettati nel corpo, i globuli bianchi li attaccano e creano degli anticorpi che poi rimangono nel sangue e costituiscono una barriera contro i virus non indeboliti. Contro tutti i virus? Ovviamente no. Solo contro quel particolare virus, che ha quel particolare DNA. Se il virus muta è perchè è cambiato il DNA. Se è cambiato il DNA, quando arriva l’anticorpo vicino al virus, ognuno prosegue per la sua strada, perchè non è più compatibile. Quindi il vaccino fatto per l’A/N1H1 serve solo ed esclusivamente per il virus A/N1H1, non per quello mutato. A meno che la mutazione non alsci praticamente intatto il DNA. E allora che mutazione del cavolo è? Per chi non avesse ancora capito, facciamo un esempio: avere gli anticorpi dopo il vaccino è come avere un cacciatore abituato a sparare solo alle anatre dalle penne nere. Se passano le anatre dalle penne nere, le spara; se passa un’anatra dalle penne verdi, il cacciatore non spara più. E il virus, se è mutato, è come un’anatra dalle penne verdi anzichè nere.
E allora perchè questa menzogna? Semplicissimo: le case farmaceutiche hanno i magazzini pieni di un vaccino che nessuno vuole. A cominciare dai medici, che in tutto il mondo stanno rifiutando di vaccinarsi. Per poi arrivare al Ministro della Salute polacco che in conferenza stampa ha detto quello che i medici non dicono apertamente: il vaccino non serve a nulla contro una malattia che ha ampiamente dimostrato di non avere alcuna pericolosità; e quindi la Polonia non ne ha acquistato neanche una dose. Queste cose hanno praticamente bloccato le vendite di vaccino, e questo ovviamente è deleterio per le case farmaceutiche, che non riescono a guadagnare da questa storia quanto preventivato. Ecco che allora basta allungare la giusta bustarella alla giusta persona, et voilà! Esce la notizia del virus mutato. Così si prova a spaventare la gente, con scenari da guerra batteriologica. Ma finora, se prendiamo i dati italiani come esempio, abbiamo la dimostrazione che il vaccino è più pericoloso dell’influenza. Infatti quasi il 3 per mille delle persone che ha usato il vaccino ha avuto delle reazioni che andavano oltre il normale. I più hanno avuto sintomi fastidiosi, ma non pericolosi: nausea, problemi intestinali, febbre molto alta. Ma un centinaio di persone sono finite in ospedale a causa di una reazione al vaccino più violenta; due di queste sono addirittura morti entro le 24 ore dall’assunzione del vaccino. Ovviamente il referto ufficiale in entrambi i casi nega che ci sia rapporto tra il vaccino preso e la morte; ma la vicinanza degli eventi lo rende innegabile. Se poi andiamo a vedere la condizione delle persone morte a causa dell’influenza, vediamo che parliamo di persone che muoiono per altre patologie – solitamente problemi cardiaci, polmonari o di reni – e a cui viene fatto il tampone post mortem per verificare se aveva l’influenza suina in corso. Se l’aveva, viene registrato come una morte per influenza suina. Come si vede, non è altro che una enorme truffa. Hanno fatto passare per morte da influenza suina anche due o tre casi di bambini che hanno sofferto di quella che si chiama “morte nella culla”; il che è quanto dire. Visto che si tratta di un evento senz’altro drammatico, ma che non ha niente a che fare con l’influenza, suina o meno che sia.
pubblicato da: Antonio Rispoli
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